route des grandes alpes


Questo racconto vorrei cominciarlo cosi, con la definizione di dipendenza. Per dipendenza si intende un’ alterazione del comportamento che da semplice e comune abitudine diventa una ricerca esagerata e patologica del piacere attraverso mezzi o sostanze o comportamenti che sfociano nella condizione patologica. Di che dipendenza stiamo parlando? Semplice di quella che crea l’andare  in scooter.






Forti dell’esperienza dell’anno prima : “Mini Tour delle Alpi Retiche 2010”, gli amici,  per il 2011 delegano a me l’onere di organizzare un'altra uscita sulla falsa riga della precedente. Dunque ,  la scelta ricade sulla famosa Route des grandes Alpes .

Passati i mesi più freddi in primavera comincio a studiare il percorso. Subito mi colpisce il fatto che attraverso questo percorso è possibile arrivare al mare dopo aver attraversato per intero tutto l’arco alpino francese.

Inaugurata nel 1937, la Route des Grandes Alpes è il più affascinante fra tutti gli itinerari montani: da Thonon-les-Bains a Menton, dal Lago Lemano al Mediterraneo, 684 km e 16 cime tra le più alte del massiccio alpino francese (sei delle quali superano i 2.000 metri), conduce  i motociclisti attraverso un territorio che vanta un patrimonio naturale e culturale straordinario.


La Route des Grandes Alpes, attraversa sei dipartimenti alpini francesi (Haute Savoie, Savoie, Isère - con le sue varianti - Hautes Alpes, Alpes de Haute Provence, Alpes Maritimes), può essere percorsa integralmente da giugno a ottobre. Si tratta di uno spazio aperto, in cui ciascuno sceglie il proprio ritmo e percorso in base al mezzo di trasporto preferito  ,alla propria curiosità ed al tempo a diposizione.

Poiché l'itinerario supera in diverse occasioni la quota di 2.300 metri, è quindi opportuno prestare attenzione ai cambiamenti delle condizioni meteorologiche e alle differenze di temperatura tra il fondovalle e la vetta . 

A tal proposito ecco alcuni consigli di base:

  • Curare la manutenzione della moto: olio motore, pastiglie dei freni, liquido del radiatore, pressione delle gomme, fari, fissaggio dei bagagli
  • Individuare in anticipo i punti di rifornimento carburante (attenzione: alcune stazioni di servizio non accettano carte di credito, altre invece solo carte di credito)
  • Verificare l'equipaggiamento: casco, stivali e giubbotto, biancheria termica, guanti invernali e abbigliamento antipioggia con attenzione al classico abbigliamento a cipolla.

 Tempi e distanze di percorrenza

 

Km

Tempi in moto

Di Thonon-les-Bains a Grand Bornand

80

3 h

Di Grand Bornand a Bourg-Saint-Maurice

92

2 h 30

Di Bourg-Saint-Maurice a Lanslebourg

78

2 h 30

Di Lanslebourg a Briançon

110

2 h 30

Di Briançon a Barcelonnette

104

3 h 30

Di Barcelonnette a Valberg

77

3 h 30

Di Valberg a Saint-Martin-Vésubie

57

2 h 30

Di Saint-Martin-de-Vésubie a Menton

79

2 h 3

fonte:  http://www.grande-traversee-alpes.com/viaggiare/sulla-strada/la-route-des-grandes-alpes.html

Bene ,dopo aver visto cos’è e come si sviluppa la Route, posso descrivervi nello specifico il nostro giro. Per problemi di tempo, la Route l’abbiam presa da Bourg Saint Maurice, salendo il  Piccolo San Bernardo, dopo aver attraversato tutta la Valle d’Aosta:

 

Venerdi 15 Luglio 2011:

Colle del Piccolo San Bernardo 2188 m slm -
Col de l’ Iseran 2770 m slm -
Col du Telegraphe 1566 m  slm

- pernottamento a Valloire -


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scarica file GPS


Sabato 16 Luglio 2011:

Col du Galibier 2645 m slm -
Col de l’ Izoard 2360 m slm -
Col de Vars 2109 m slm -
Col de la Bonette 2802m  slm -
Col Saint Martin 1500m  slm -
Col de Turini 1607m  slm -

- pernottamento a Sospel -


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Domenica 17 Luglio 2011:


Col de Castillon 706 slm –

poi il bel tempo ci abbandona e quindi modifica al percorso e via verso le nostre abitazioni , attraversando tutta la costa ligure .


Resoconto:

Il giro parte da casa mia in provincia di Torino , tutti assieme si parte alla volta di Aosta .Via statale si giunge all’appuntamento con Michele . Bene, la squadra adesso è al completo , i quattro moschettieri un anno dopo sono pronti per un’altra avventura.

Nicola,Giorgio , Fabio e Michele.

Colazione , pieno ai mezzi e via direzione ,Colle del Piccolo S. Bernardo.

Il Piccolo S. Bernardo collega il vallone di La Thuile, valle laterale della Valle d'Aosta, con la Val d'Isère (Tarantasia). La sua altezza, 2188 m, lo rende il colle meno elevato delle Alpi Nord-occidentali e pertanto il passaggio più facile tra le vallate savoiarde e valdostane. Il versante italiano, nel primo tratto, ha il tipico tracciato ricco di tornanti. Man mano che si sale la strada si restringe e si trasforma in una carreggiata di alta montagna stretta e con rattoppi vari:  infatti ,vi era anche un bel cantiere in quota con tanto di senso unico alternato.
Il tratto finale è quasi in piano e si snoda tra  pascoli e  impianti di risalita. Molto bello il panorama. In cima presenti negozi di souvenir e punti ristoro.
Anche sul versante francese le condizioni della strada rimangono discrete ed i panorami di cui si gode sono appaganti.
L'ultimo tratto prima di arrivare a Bourg St. Maurice è un susseguirsi continuo di tornanti. A fondo valle se si prosegue per la Val d’Isere. Occhio alla segnaletica assente.

Dunque direzione  Col de l’ Iseran . Il Colle dell’Iseran mette in comunicazione la Moriana (percorsa dal fiume Arc) e la Tarantasia (l'alta valle dell'Isère). In particolare collega le località francesi di Bonneval-sur-Arc e Val-d'Isère.

Signori, giù il cappello di fronte ad uno dei più alti valichi stradali europei, un mostro sacro che non può assolutamente mancare alla collezione di colli di un vero scooterista.

Così tra laghi , dighe e boschi la strada giunge a Val d'Isère, elegante località sciistica . Ancora su, si sale e pian piano la vegetazione si dirada , adesso solo massicciate e dopo poco  siamo in cima.

Sul colle ad attenderci a 2770 m slm solo un  piccolo rifugio ed una chiesa oltre al famoso cartello che indica altitudine e direzione.

Un panino , un bicchiere di vino qualche foto e via tutti in discesa direzione Modane.

Adesso ci attende il Col du Telegraphe . Colle molto tranquillo con pochi tornanti. Alla sommità troviamo molte moto ed un discreto traffico. Forse i  molteplici ristoranti e l’altitudine non eccessiva , 1566 m  slm, ne fanno una meta molto trafficata ed accessibile .  Svalicato il colle si prende la direzione per Valloire , località a circa 1400 m s.l.m situata in un vallone incastonato tra il Col du Telegraphe e il Col du Galibier. Qui dopo circa 350 km finisce la nostra prima giornata. Pernottiamo all’ottimo Hotel Cristiania: 

http://www.christiania-hotel.com/ 

All’indomani sveglia di buon ora ( ci attendono 6 passi da scalare), ricca  colazione e  uno sguardo fuori:  brr che freddo solo 8° C e via per il Col du Galibier.

Il Col du Galibier: unisce la valle della Maurienne con la valle della Guisane congiungendo Saint-Michel-de-Maurienne con Briançon. In totale  2645 m slm  da guadagnare, attraverso tornanti che richiedono attenzione durante la guida. Ma in cima al Colle, il paesaggio merita ben più di una foto ricordo. Il colle è di frequente interessato dal Tour de France, di fatti anche quest’anno lo era. A distanza di qualche giorno il Tour sarebbe appunto passato di li. Ciò ha consentito di usufruire di una strada pressoché perfetta. Infatti ad  onor del vero va detto che i francesi hanno un occhio di riguardo per i ciclisti. Lungo tutte le salite ai colli è usuale trovare corsie riservate ai ciclisti e frequenti cartelli con percentuale di salita, altitudine e distanza dall’arrivo.

Perfetto , direzione Serre-Chevalier ,  Briancon  e poi su per il Colle dell'Izoard.

Il Colle dell'Izoard:  2.361 m s.l.m.  collega Briançon a nord-ovest con Château-Ville-Vieille a sud-est. Dopo un discreto numero di tornanti e  una bella foto spontanea, fattaci  da alcuni fotografi professionisti che  immortalano  i motociclisti in piega, si arriva in cima. Ad attenderci la famosa stele in onore di Bartali . Visita ai soli banchetti di souvenir, acquisto del solito adesivo di rito, qualche foto e via tutti giù.

Tenendo ben in chiaro che la nostra direzione era NordàSud va detto  che la discesa è a dir poco fantastica . Molto meglio della salita!!  E’fantastico ammirare“La Casse Deserte” che grazie alle sue guglie dona al paesaggio un aspetto lunare. Queste guglie sovrastano prepotentemente  il paesaggio e passarci sotto inquieta un po’.  Superata la discesa si giunge a Guillestre (1000m s.l.m.), antico borgo quasi allo sbocco della valle del Guil nella valle della Durance, poi si imbocca “La Combe du Queyras”, stretta e disabitata gola di quasi 17 Km, con strada tagliata spesso nella roccia in modo spettacolare, con tanto di  gallerie, di cui una sola lunga, ma illuminata. Stupendo sembrava un canyon !!!

La direzione adesso è Vars , con  scalata al colle omonimo , 2109 m slm .Grazioso intervallo prima di salire alla Bonette. In cima qualche bar e tante marmotte. Solo il tempo per due foto, poi indossiamo nuovamente i caschi e giù. Forza la scaletta è ancora lunga.

 Le ore volano e la fame si fa sentire. E’ ora di pranzo. Siamo in Francia e quindi  non può mancare di certo  un pic-nic a base di baguette e charchutterie con  fromage locali. Vestizione seria , caffè , pieno ai mezzi  e via, adesso ci attende il re di tutto il tour: sua maestà il Col de la Bonette è li pronto per essere scalato.

A questo punto un breve cenno sul percorso. Guardando la cartina ufficiale delle Route  si nota come il percorso principale passi per il Col de la Cayolle  e il Col de la Couillole tagliando di fatto la Bonette a meno che non si voglia farla tornando indietro. Noi invece abbiam preferito la variante al percorso principale (linea continua), seguendo quella tratteggiata  e puntando direttamente alla Bonette.

Il Col de la Bonette è  il valico stradale asfaltato  più alto d'Europa, dopo il Colle dell'Iseran, il Passo dello Stelvio ed il Colle dell'Agnello. La sua altitudine sarebbe ufficialmente di 2715 m s.l.m, ma i francesi con un barbatrucco hanno realizzato un  anello d’asfalto per renderlo il passo più alto d’Europa. I soliti megalomani. Da quota 2715 m s.l.m  parte una strada, culminante a 2.802 m, che compie il giro della Cima della Bonette. Ciò lo rende quindi il passo asfaltato più alto d’Europa.La salita al colle è interminabile, si attraversano numerosi falsopiani pieni di ponti vecchissimi ed a pochi chilometri  dalla cima ci sono anche dei bunker , retaggio del tempo che fu. Arrivati lo spazio è davvero esiguo  , non esiste nulla, nè uno spiazzo nè un rifugio. Ad attenderci c’è solo un masso con una targa  contesa dai motociclisti in cerca  della meritata  foto di rito. Da lassù la vista è  davvero suggestiva, la cornice spazia dalla Francia all’Italia. L’immensità lassù ha un volto.

Il tempo stringe e abbiam davanti ancora un po’ di strada.  Da qualche km  sui cartelli compare  Nizza dunque la direzione da seguire è per il mare. Fantastico!! Attraversiamo il Parco nazionale del Mercantour situato nei dipartimenti delle Alpi Marittime e delle Alpi dell'Alta Provenza. Percorriamo la strada N. 202 a scorrimento veloce che attraversa il parco per intero con dei curvoni fantastici e anche parecchio via vai.  Può sembrar strano ma appena scesi dalla Bonette , il paesaggio gradualmente comincia ad assumere quelle caratteristiche e quegli odori tipici del mare. Aspetto questo che si conferma via via  superando  il Col St. Martin e il Col de Turini .

Lasciata la N.202 si sale con una  forte pendenza superando  alcune brevi gallerie lungo il ripido fianco della valle della Tinée con bella vista sulla vallata e le sue montagne, poi si svolta nella Valdeblore, profonda e strettissima al suo sbocco, ampia e larga nella parte centrale e superiore ed infine si arriva sul Col St. Martin 1500m  slm.  In cima nulla di che , sembra un ampio parcheggio con numerosi hotel e ristoranti  e a mala pena vi è il cartello da fotografare . In definitiva un colle anonimo.

Riaccendiamo i motori e via per l’ultimo passo della giornata, il nono del tour .

Famoso per il rally di Montecarlo il Col de Turini 1607m  slm,  nonostante sia un colle non molto alto si è rilevato essere comunque molto bello. Queste “montagne di mare”, bianche di terra e verdi di vegetazione rigogliosa nascondono una salita mica male:  la stradina si arrampica nella  roccia, come lo Stelvio, forse con rettilinei più lunghi ma ad un ritmo meno serrato.  L'asfalto non proprio perfetto,  rende la guida ancora più attenta.  In cima un breve momento di riposo, qualche foto e la consapevolezza che il tour volge al termine.  Insomma la route dopo 8 colli ha saputo donarci l’ennesimo  regalo, un mini colle per altezza ma grande per fattezza.

E’ tardi mancano circa 25 km a Sospel e li ci attende il nostro hotel per la seconda notte. Sospel  si trova a 20 km da Menton, a circa 350 metri d'altitudine, alla porte del Parco nazionale del Mercantour. Sospel era un piccolo villaggio medievale sulla sponda del torrente Bevera ed è celebre per il suo ponte vecchio del XII secolo. Dopo aver lasciato i bagagli al mediocre Hotel de France:

http://www.hotel-de-france-sospel.com/

e dato un rapido sguardo al parziale odierno: 300 km  e  tutti in stanza per una doccia. Appuntamento per  la cena, anche se qualcuno di noi avrebbe già dormito volentieri…, un giro al borgo, gelato e poi finalmente a  nanna. Il fondoschiena scotta.

Sveglia di buon ora per la colazione e sguardo rapito al cielo plumbeo che pare non promettere nulla di buono. Le previsioni confermano. Con la comitiva a tavola si fa un rapido briefing , resta da decidere se rispettare con calma  il programma originario:

Sospel - Col de Castillon – Menton – Nizza – Menton – Riviera Ligure – Casa

oppure di corsa :

Sospel - Col de Castillon – Menton – Riviera Ligure – Casa

Il nodo cruciale è il meteo. I due giorni passati, metereologicamente, sono stati perfetti . Tirare ancora la corda in barba alle previsioni ci è sembrato da ingordi. Il gruppo decide di tagliare parte del percorso previsto per la terza giornata. Dunque via a caricare i mezzi e direzione per le nostre case seguendo il percorso:

Sospel - Col de Castillon – Menton – Riviera Ligure – Casa

Peccato non esser riusciti a fare una visitina in costa azzurra , ma già da Imperia  qualche goccia comincia a bagnare il cupolino. Alla prima stazione di servizio indossiamo le tute antipioggia e tiriam dritto per le nostre case. Mancano ancora 300/400 km. Per una strana ma bene accolta sorte,riusciamo ad evitare i temporali. A fine giornata la conta dei danni sarà tutto sommato buona. Zero acqua per me e per i lombardi e 70 km di pioggia scrosciate per il valdostano.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  Conclusioni

Insomma dopo tre giorni di viaggio e poco più di 1100 km l’avventura si conclude con giudizio positivo. Il percorso è stato a detta di tutti noi all’altezza se non di più delle nostre aspettative. Il meteo in questo pazzo  Luglio 2011 è stato molto clemente con noi ed i mezzi sempre affidabili. Insomma cosa volere di più . Un amaro Lucano  forse? E perché no , vado a prepararlo.

La cosa affascinante  di questo percorso indubbiamente è il numero di passi che si possono fare senza mai tornare indietro seguendo un’ unica direzione nord-sud (nel nostro caso) ma, altrettanto bella, è l'idea di cominciare a salire e pian piano trovarsi al mare. La Route “ c'est magnifique” perchè durante il percorso sa offrire scorci di alta montagna con tornarti e paesaggi incredibili tipici delle Alpi che poi gradualmente si trasformano in dolci colline che ti accompagnano al mare. Durante la Route è bello notare come cambino sia i colori  che gli odori del paesaggio. Si passa da odori continentali a belle profumazioni mediterranee da dure salite a dolci pendenze .                    In  In una sola parola: UNICA.
Proprio per queste cose la Route è un percorso unico nel suo genere. Unico perché è strutturato come  un percorso con una direzione certa da seguire e cartelli ad indicarla. L’idea di un'unica strada che desse la possibilità di vivere per intero tutto l’arco Alpino è fantastica. L’Italia con un arco Alpino più grande, a mio avviso avrebbe dovuto in tempi diversi da questi, quando la concorrenza con i cugini d’oltralpe era più sfacciata , proporre una cosa simile.  Difatti i francesi nella costruzione di questo percorso hanno battuto il primato di altitudine dello Stelvio che l’Italia aveva prima della Route. Durante il tragitto, lo avrete notato ,  lo hanno fatto in 2 punti , sull'Iseran con quota 2770 m , con soli 10 m in più  rispetto allo Stelvio , e con un barbatrucco sulla Bonette con quota 2802 m  . Detto questo, resta il fatto che si percorrono strade di un certo tipo con una guida ed un’ attenzione di un certo tipo , ma il fascino degli 84 tornanti dello S T E L V I O resta impareggiabile.

Ringraziamenti

Ringrazio con affetto i miei compagni  di viaggio con i quali è sempre un piacere organizzare e vivere queste esperienze.

Grazie a Michele,Giorgio e Fabio.


Qualche foto


Mappa:

Scarica mappa Route des Grandes Alpes



by motoniko77


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