Tour delle alpi retiche

“…..i ricordi non devono mai essere confrontati, solo custoditi e messi via senza lasciare che interferiscano nel delicatissimo meccanismo dello stupirsi...” Giorgio Bettinelli - Brum Brum

Tutto ha inizio forse da un ricordo, quello di un reportage sulle imprese di Fausto Coppi ed il reporter citava: "a spaventare non sono i chilometri, ma un passo. Lo Stelvio 2.752 metri, la guglia più alta e vertiginosa della cattedrale gotica del ciclismo”. Il 1° giugno del 1953, penultima tappa del giro, da Bolzano a Bormio, Fausto schianta tutti, il via alle 13.15 e dopo a Prato allo Stelvio, quando l’asfalto si esaurisce e comincia lo sterrato, quando la valle si trasforma in calvario e il calvario si arrampica in 48 tornanti comincia la bagarre e a 6 chilometri dalla vetta, Coppi conquista tutti e confeziona il suo capolavoro più grande arrivando primo dopo un estenuate battaglia. Questo è lo Stelvio, storia, sudore, sacrificio, natura ma tanto altro ancora.

Mi vedevo in quell'esperienza e realizzai un sogno ispirandomi a quell'immagine e ci scrissi sopra: prima o poi ci vado, cascasse il mondo anche a bordo di un Ciao ma ci vado. Nulla è impossibile se lo si è già realizzato nella propria mente. Mi dissi...

Il ricordo di tanto in tanto tornava a trovarmi, ma prontamente lo scacciavo via come si fa con le mosche, via lasciami stare, gli dicevo, un 200 non ci arriva di sicuro lassù e per esorcizzare il demonio via a progettare altre giri “più in piano”.
Dopo il trasferimento in piemonte, complice la maggiore vicinanza, il sogno si fa più assiduo, sempre più prepotente si insinua nella mia mente, finché un giorno decido di assecondarlo. La scelta è presa devo fare lo Stelvio a tutti i costi e devo farlo con il mio Scarabeo. Non ricordo esattamente quanti test abbia fatto sulle montagne piemontesi per capire se ero solo uno sprovveduto o semplicemente un pazzo. Dopo qualche accorgimento e diciamo qualche piccolo ritocco funzionale, il mezzo era pronto. Durante una telefonata confido il sogno a Giorgio, un mio caro amico, egli mi dice che si poteva fare, anzi dovevamo farlo a tutti i costi.

Il momento arriva, Giorgio lombardo di nascita e profondo conoscitore del luogo si occupa del giro, il gruppo cresce e si arriva a 4 amici. Nicola, Giorgio, Michele e Fabio a bordo di 3 Aprilia Scarabeo ed 1 Kymco Xciting. L’idea originaria di fare solo lo Stelvio si trasforma in:

“Mini tour delle Alpi Retiche”, ribattezzato poi “Il giro dei 7 passi”:

Il tutto inizia alle ore 20:00 di Venerdi 30 Luglio quando in quel di Seregno io e Michele arriviamo per pernottare a casa di Giorgio.

Sabato 31 Luglio

Partenza da Seregno. Incontro con il 4° moschettiere, Fabio e via l’avventura ha inizio. Sponda orientale del lago di Como, Lecco, poi si entra in Valtellina, Tirano, qui c’è tempo per un caffè e prima colazione e poi direzione Bormio. Altra piccola sosta per far benzina e subito si inizia con il Primo passo. Salita dal versante lombardo del Passo dello Stelvio (2758 m slm ). Appena in cima, l’euforia è a 1000, si alternano tanti stati d’animo che non riesco a tradurre in parole, solo tanta soddisfazione e felicità. Facciamo tappa come tutti i motociclisti presso i negozietti di souvenir per acquistare i classici adesivi, poi un bel panino tirolese con salsiccia e crauti, due passi in lungo ed in largo per ammirare le altre moto. E’ proprio vero, questo è il santuario dei motociclisti.

Vi do solo qualche numero dello Stelvio per descriverne la sua grandezza:

“ Il passo dello Stelvio è una salita affascinante e impegnativa da entrambi i versanti italiani: il più difficile è però quello altoatesino che, a partire da Prato allo Stelvio (915 m s.l.m.), sale per quasi 26 km con pendenze via via crescenti (circa l'11% nell'ultimo chilometro). La prima parte della salita (primi 8 km) è la più pedalabile con pendenze intorno al 5%. Poi, superato il bivio per Solda dopo un falsopiano, iniziano i 48 tornanti con pendenze medie intorno all'8-9%. Si sale regolari fino al passo con gli ultimi km un po' più duri dei precedenti. Il dislivello supera i 1800 m. La pendenza media è del 7,7%, la pendenza massima è dell'11%.Sul versante lombardo la salita inizia da Bormio (1225 m s.l.m.) ed è lunga circa 21,5 km e conta 36 tornanti; dopo circa 15 km vi è il Pian di Grembo un tratto di circa un chilometro con pendenze modeste. Gli ultimi 2-3 km, i più duri, si attestano intorno all'8%. La pendenza media è del 7,1%, quella massima del 9,5% (tra il km 10 e il km 11), per un dislivello che supera i 1500 m.” (Fonte Wikipedia )

Si riprende, Trafoi, Glorenza. Qui lasciamo i mezzi per visitare la splendida cittadina e per riprenderci da tutte quelle curve, difficilmente scorderò quei mitici 84 tornanti. Si passeggia volentieri tra le vie del centro storico di Glorenza, l’aria è piacevole, il tempo perfetto, non una nuvola in cielo. Abbiamo ancora tempo per gustare un po’ di strudel e poi tutti in sella, direzione Malles. Si entra in Svizzera a Tubre nel canton dei Grigioni, poi secondo subito l'Ofenpass - Pass dal Fuorn 2149 m slm, breve visita della vallata e subito il terzo Passo: Umbrail 2503 m slm. La strada che porta fino al valico italo-svizzero è lunga circa 13 km, si presenta stretta e per 2,5 chilometri sterrata e molto ripida, tocchiamo punte del 14%. Proseguendo attraverso il Giogo di Santa Maria, la strada si innesta nel versante lombardo dello Stelvio, si ridiscende e si arriva così a Semogo in Valdidentro.

Qui finisce la prima giornata.




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Domenica 1 Agosto

Subito il Quarto Passo il Foscagno, altezza 2291 m slm. Questo valico rappresenta l'unica via che permette di raggiungere Livigno senza dover passare per la Svizzera (attraverso la Valle di Poschiavo e la Forcola di Livigno). Raggiungiamo Livigno dove si fanno acquisti e si passeggia con piacere. Per via dello dello status di zona extradoganale, qui si fa il pieno, e subito dopo si riparte per il quinto passo: il passo della Forcola 2315 m slm. La strada che sale da Livigno, non presenta alcun tornante e i lunghissimi rettilinei vengono intervallati da brevi falsopiani. Presso il passo stesso sorge la dogana italiana, superata, ci dirigiamo verso la strada cantonale che sale al passo del Bernina.
Siamo nuovamente in Svizzera, la direzione è dunque il passo del Bernina ( 2330 m slm ), il sesto del tour. La salita conta circa 17 km con pendenza media del 7.5% È caratterizzata da costante pendenza con carreggiata medio larga e due corsie di marcia con curvoni molto ampi. Una volta giunti al passo si può osservare l'imponente mole del Bernina e delle Alpi Retiche occidentali con lingue di ghiaccio che lambiscono i prati e le foreste vicine. Davvero un bel paesaggio, forse il più bello del tour. Breve pausa per le foto di rito e via tutti giù alla volta di St. Moritz: visita veloce, e breve pausa sulla sponda dell’omonimo lago. Siamo in dirittura d'arrivo, torniamo in Italia passando dal settimo passo, il Maloia a 1815 slm, per poi concludere il giro percorrendo tutta la sponda Occidentale del Lago di Como. Dopo una pausa caffè a Menaggio con saluti ognuno prende la strada del ritorno.




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Ringraziamenti

Siamo arrivati alla fine e come per ogni cosa i ringraziamenti sono d’obbligo. Bene, grazie a Giorgio per la generosa ospitalità e per l’impeccabile organizzazione del tour. Grazie a Michele e a Fabio per la compagnia.

Il ringraziamento successivo va a noi stessi. A noi che abbiamo voluto organizzare questo tour, che l’abbiam vissuto e l’abbiam raccontato e ricordato.

Chiudo con una citazione:

“Se la prima regola dell'amicizia è quella di coltivarla, la seconda regola è quella di essere indulgenti quando la prima è stata infranta”.
Voltaire

Qualche foto
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by motoniko77

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